contrapposizione dei sensi

contrapposizione dei sensi

mercoledì 29 giugno 2011

Il pasto nudo

Risplendo, lo so, nel mio abito rosso, che lascia scoperto gran parte del seno e nude le spalle e tu sei impeccabile nell'abito grigio con la camicia e la cravatta perfettamente intonate........ Stai seduto vicino a me, a questa tavola rotonda che ha ben poco in comune con quella dei cavalieri del Re, non siamo a Camelot, ma in una nota località turistica con compassati professori universitari .............
 Mentre mi chino verso di te per mormorarti qualche cosa di vago solo per assoporare quell'odore di complicità che all'improvviso mi storidisce............
Tu sorridi e io decido di lasciarmi andare............
Le schiene sono erette, i gesti controllati, un poco rigidi, ma attraverso i nostri movimenti quasi leziosi, l'attrazione aumenta vorticosamente con il passar del tempo per assomigliare sempre più a un fiume in piena che minaccia ogni istante di straripare.
Sotto la tovaglia le nostre ginocchia si sfiorano casualmente e il contatto mi travolge: un infuocato richiamo accende il ventre.......ti guardo negli occhi e mi pare di sentire le parole "ti voglio" salirti alle labbra. Dissimuli tossendo con discrezione. Eppure pare che nessuno si accorga del nostro turbamento. L'uragano del deiderio ci rende sordi al mondo.........Senza toccarci sentiamo l'odore e il calore reciproci, intuiamo i nostri corpi nell'atto della resa totale e del piacere, immaginiamo carezze nuove, mai sperimentate prima, così intime e audaci da essere solo nostre.
Sono atterrita dalla furia travolgente delle mie emozioni mentre conto i minuti di questa cena eterna e noiosa, ma nello stesso tempo voglio che la tortura si prolunghi, fino a che il desiderio diventi insostenibile, tanto da indurci a far l'amore qui, su questo tavolo, davanti a tutti i fantasmi in abiti eleganti, e mi vedo costretta da te, a piegarmi in avanti, il seno premuto contro la tovaglia sporca, in mezzo ai piatti e bottiglie rovesciate, il vestito ridotto a inesistente straccio sotto le scapole, esposta alla luce di lampadari viennesi, scarmigliata femmina senza dignità, mentre tu mi prendi con forza da dietro; allora tra gemiti e parole spezzate, preziose stoviglie rotte, macchiati di salsa, gocciolati di vino.........
Mordiamo e divoriamo....................................................